Cenni Storici

Dall'antichità all'età moderna

Montesilvano, in Provincia di Pescara, si estende su un territorio adagiato tra il mare Adriatico, la Pineta, Riserva Naturale di Santa Filomena, le colline, il fiume Saline. Sorta dal nucleo vestino dei Salinas, attuale Villa Carmine e dall'insediamento sul Colle, la città, al 31 gennaio 2013, conta 53.515 abitanti. Anche se giovane, per lo sviluppo avuto soprattutto negli ultimi decenni, il territorio vanta una storia che affonda le sue radici nel periodo neolitico e eneolitico, come riferisce lo storico Osvaldo Galli nel volume “Montesilvano”.

Il quartiere Villa Carmine, anticamente piccolo villaggio alle pendici del Colle, ospitava il pagus vestino dei Salinas, caratterizzato dal tempio dedicato prima al Dio Silvanus e dopo a Giove (sito in via Giovi). I romani conquistarono in età repubblicana (III / II secolo a.C.) il territorio in seguito alla vittoria sul Popolo Vestino e introdussero nuove usanze e ritualità. Sul Tempio di Giove venne costruita la Chiesa, inserita in un impianto architettonico medioevale più complesso, dedicata alla Madonna del Carmelo, cuore e fulcro del quartiere.

Dell'impianto architettonico, in origine abitato dai Frati Carmelitani, ad oggi sarebbero visibili tracce solo da un occhio osservatore e curioso, la Chiesa, invece, conserva nei secoli leggende, storie e miracoli. Nel 1468, si narra di evento miracoloso, testimoniato da una pietra incastonata nella prima colonna di destra dell'edificio, in cui è scritto, ""Sancta Maria apparuit hic A.D. MCCCC LXVIII Primo" (Qui apparve la Madonna nel 1468). La Madonna del Carmelo è la protettrice dei viaggiatori, sovente gli antropologi la ricollegano al culto di Iside in particolare, il Galli, ipotizzò che il quadro provenisse direttamente dalla Palestina portato da devoti frati Carmelitani a Montesilvano proprio nel 1468.

Chronicon Casauriensis farebbe risalire gli insediamenti più antichi di Montesilvano Colle all'872, in quell'anno venne fondato il monastero di San Clemente a Casauria che insieme alla Diocesi di Penne divise la giurisdizione susseguendosi nel possesso della chiesa e del territorio compreso fra i fiumi Saline e Pescara.

L'Universitas dei territori di Montesilvano vengono per la prima volta nominati in un documento del 1114 a firma del re normanno Ruggero II. Si menziona la chiesa di S. Quirico (oggi non più esistente), il nome ricompare qualche anno più tardi, nel 1140, in una descrizione della diocesi di Penne. Nei secoli successivi, il borgo, oggetto di permute e riscatti, seguì le sorti del Regno di Napoli, passando prima agli Angioini, poi, nel XV secolo, agli Aragonesi, che lo concessero in feudo a vari signori locali e stranieri, fra cui Manfredino Giovanni di Michele di Valenza, che lo acquistò per 5.500 ducati. Nel Cinquecento entrò a far parte dei domini degli Asburgo di Spagna, che tennero Montesilvano (e l'intero Regno di Napoli) fino al trattato di Utrecht (1713); tramite il trattato lo Stato veniva ceduto all'Austria.

Età contemporanea - Sviluppo della Contrada marina
Dopo la parentesi napoleonica la località tornò ai Borbone (1815). Negli anni venti e trenta dell'Ottocento alcuni cittadini aderirono alla Carboneria e, attorno alla metà di quello stesso secolo, il paese, per le modeste dimensioni e in assenza di uomini capaci di governarlo, fu aggregato al comune di Cappelle sul Tavo. Nel 1860-1861, subito dopo la spedizione dei Mille, Montesilvano fu riunita al nascente Regno d'Italia. Verso la metà dell'Ottocento iniziò a formarsi la Contrada marina, grazie a un primo insediamento promosso dalla famiglia Piscione (1852) e, soprattutto, grazie all'apertura della linea ferrea Bari-Ancona e di una stazione ferroviaria (1863), attorno alla quale si concentrò la massima parte dell'abitato. Fu quest'ultima a decretare lo sviluppo della contrada, che più tardi verrà chiamata Montesilvano Marina o Montesilvano Spiaggia, cancellando la denominazione precedente di Contrada Saline-Mazzocco, come veniva indicata fino all'Unità. Nel 1904 Montesilvano riacquistò la piena autonomia amministrativa e, nell'estate del 1926, la sede del Municipio fu trasferita dal Colle alla Marina.

Montesilvano oggi

Oltre 580mila presenze per turismo congressuale e balneare all'anno, di cui 350mila solo in estate, la Città di Montesilvano, giovane e in divenire, chiamata nell'antichità “la città delle acque”, segue la sua vocazione turistica e commerciale.

Spiagge e mare, pineta, la stazione balneare è una delle più apprezzate e frequentate dell'Abruzzo grazie alla comodità dell'accesso e alla vicinanza alla numerose attrattive del capoluogo. La vicinanza ai luoghi turistici più rinomati permette al visitatore di girare la regione a proprio gusto con la possibilità di noleggiare l'auto con le più importanti società di autonoleggio, con tariffe giornaliere, settimanali e speciali offerte weekend.

Centro turistico balneare, a qualità dei servizi, di prim'ordine, la ricezione alberghiera è considerevole, dai Grandi alberghi, direttamente sul mare; hotels, Bad & Breakfast e Case Albergo Residence ed appartamenti privati dislocati in città e vicino alle più belle spiagge.

Diverse le attività sportive con impianti di beach volley, beach tennis, basket a quelli che puntano sulle famiglie con particolare attenzione ai bambini.

Animazione, sport sulla spiaggia, spettacoli, musica, i ristoranti qualificati, le iniziative e le manifestazioni, una serie di divertimenti in grado di soddisfare tutti i gusti.

L'accesso alla spiaggia è gratuito, diversamente da molte località turistiche. Ci sono infatti diverse zone non date in concessione e lasciate a spiaggia libera. A Montesilvano ci sono ottimi ristoranti di carne e pesce che offrono la possibilità di gustare i piatti della tradizione abruzzese, come la "Pasta alla Chitarra", il "Brodetto", zuppa preparata con vari tipi di pesce e gli "Arrosticini", gustosi spiedini di carne ovina cotti alla brace. In particolare, il panorama della cucina costiera offre varietà di pesce azzurro e da fondo, dal crudo al brodetto, dai primi piatti, ai fritti e agli arrosti. Tipico montesilvanese è un dolce che prende il nome dalle colline che circondano la città: "Il Dolce dei tre colli", impasto di marmellata d'uva, cioccolato amaro e bianco, pinoli, liquirizia liquida, uova e farina .

La città dispone di uno stadio, due campi da calcio, un palasport e un centro-tennis con bocciodromo, di molte aree dedicate al verde pubblico con giochi per bambini e di una pista ciclabile che attraversa quasi tutta la città parallelamente al lungomare e che collega Montesilvano direttamente a Pescara. Lungo tutta la costa di Montesilvano, una folta e salubre pineta offre un perfetto connubio tra un'assolata giornata di mare e una tranquilla e riposante passeggiata tra i pini. Chi visita Montesilvano e vuole ammirare qualche scorcio della sua storia deve recarsi sulla collina. Montesilvano Colle, splendida terrazza sul mare, conserva ancora i caratteri del borgo fortificato, mantenendo l'impianto antico a piccole case su uno o due piani, qualche palazzo signorile, la piazza e alcune interessanti chiese.

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Monumenti e luoghi di interesse

Fra i suoi monumenti, la chiesa di Madonna della Neve del XIII secolo, quella del Carmine (XV secolo), la prima chiesa parrocchiale (edificata nel 1933), il monumento ai caduti (1970) e il moderno e funzionale palazzo dei congressi Villa Verrocchio è un quartiere di Montesilvano situato nella parte centro-meridionale della città. Vi si trova una bellissima villa ottocentesca, contornata di alcuni esemplari monumentali di pino d'Aleppo, chiamata Villa Delfico. La zona, dotata di una notevole ricettività alberghiera, possiede un'area balneare composta da una spiaggia sabbiosa e una pineta litoranea, parte della Riserva naturale Pineta di Santa Filomena. Di notevole pregio l'ex colonia Stella Maris, il cui progetto è stato realizzato dall'architetto Francesco Leoni su mandato (1936) del Partito Nazionale Fascista. L'edificio, eretto fra il 1938 e il 1939 si caratterizza per avere una pianta a forma di aereo. Ha ospitato fino alla metà degli anni settanta una colonia marina per bambini, e, successivamente, una casa di riposo per anziani. La struttura, inutilizzata dal 1984, è attualmente oggetto di un piano di recupero.