POVIA CONQUISTA I RAGAZZI DELLA SCUOLA DI VILLA VERROCCHIO: TANTA MUSICA MA ANCHE MOMENTI DI RIFLESSIONE

povia bambini

Ha entusiasmato e coinvolto. Ma anche fatto riflettere, toccando argomenti difficili: dai problemi legati ai disturbi alimentari, all’abuso di alcol, alle trappole dei social network fino ai messaggi “sempre troppo perfetti” della televisione. Lo ha fatto con le sue canzoni davanti ai ragazzi della scuola secondaria di Villa Verrocchio a Montesilvano che hanno riempito la palestra e passato una mattinata con un insegnante davvero d’eccezione: Povia.

 

“Non sono qui per impartirvi delle lezioni – ha esordito il cantautore – ma per parlarvi dei valori. Anche io sono come voi, un ragazzo di 41 anni che ha tanto da raccontare”. Il cantante che ha raggiunto la popolarità  con il pezzo “I bambini fanno oh” ed ha vinto l’edizione di Sanremo nel 2006 con “Vorrei avere il becco”, questa mattina, appunto, ha fatto tappa a Montesilvano, nella scuola secondaria di Villa Verrocchio, con il progetto “Scuole in Tour con Povia”, tra l’entusiasmo dei giovani studenti e la soddisfazione del preside Leo Di Fabio e degli insegnanti, alla presenza dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Enzo Fidanza e dell’Assessore Adriano Chiulli.

Con la sua chitarra Povia si è esibito per oltre due ore: da “I bambini fanno oh”, a “Vorrei avere il becco”, “Chi ha peccato”, “Luca era gay”, fino a “Povia non ce la fa”,  scritta in risposta a quei cantanti in particolare rap che nei loro testi lo prendono di mira. Due i momenti più intensi: prima Povia ha raccontato dell’incidente stradale causato dallo stato di ebbrezza in un sabato sera del 1992 in cui ha perso la vita il suo migliore amico, poi ha parlato della sorella che ha combattuto per anni con i problemi legati ai disturbi alimentari. Per loro ha scritto due canzoni, le stesse cantate questa mattina e che hanno emozionato i ragazzi e gli insegnanti: “Maledetto sabato”, dedicato all’amico scomparso e “Mia sorella”.  “Dopo il tragico incidente  – ha detto il cantautore rivolgendosi ai ragazzi – ho capito che la vita non va goduta, ma vissuta. Bisogna stare attenti ai messaggi della televisione o di internet e vivere la vita con attenzione, educazione e buon senso.  Dopo l’incidente ho cambiato stile di vita ed ho scoperto la musica. Io ho fatto per anni il cameriere, ho sempre lavorato ed ho sudato tutto ciò che sono riuscito a costruire, così ho realizzato il mio sogno”. “Ricordatevi – ha poi aggiunto – che la cosa più importante è l’onestà intellettuale”. L’incontro si è concluso tra l’entusiasmo dei giovani studenti in fila per l’autografo del loro “insegnante speciale”.