Prostituzione, il sindaco incontra l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII

Incontro associazione Comunità Papa Giovanni XXIII«Un primo deciso passo nella lotta alla prostituzione, vera piaga della città di Montesilvano». Lo ha dichiarato il sindaco Francesco Maragno, a margine dell’incontro che si è svolto questa mattina nella Sala Giunta di palazzo di Città, con l'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi. Il sindaco ha incontrato Stefano Paoloni, responsabile territoriale Marche Abruzzo Umbria dell’associazione, Luca Fortunato e Cristiano Verziere, del servizio anti-tratta in Abruzzo.
La riunione è stata l’occasione di avviare un’interlocuzione con l’associazione, che solo nel 2013 è riuscita a salvare 400 ragazze dalla schiavitù e dallo sfruttamento alla quale erano sottoposte, al fine di combattere sinergicamente il problema che affligge la città di Montesilvano. 


«La nostra Associazione – ha spiegato Luca Fortunato – scende in strada, avvicina le ragazze, cercando di instaurare un rapporto di fiducia con loro, al fine di convincerle a fuggire dalla loro condizione. Offriamo a queste donne valide alternative, dall’accoglienza nelle nostre strutture, alla loro protezione, fino a progetti che possano favorire il loro inserimento nel mondo del lavoro. Per fare questo è necessaria la collaborazione con le forze dell’Ordine e le Istituzioni». Collaborazione che gli è stata confermata in toto dal primo cittadino, il quale si farà portavoce della necessità di avviare un protocollo d’intesa che coinvolga tutte le parti. «La nostra Amministrazione - ha sottolineato Maragno – ha già dichiarato la volontà di costituirsi pare civile nei procedimenti contro lo sfruttamento della prostituzione e la riduzione in schiavitù. Avviare questa sinergia con l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII rappresenta un altro tassello di un percorso che dovrà liberare Montesilvano da un fenomeno che rappresenta un danno per l’immagine della città e, cosa ancor più importante, una violazione dei diritti e della dignità di queste donne».