Mensa, Pompei: “Tariffe differenziate e non aumentate”

«Le tariffe relative alla refezione scolastica non sono aumentate, bensì differenziate. Ci spiace dover constatare che la protesta rischia di essere strumentalizzata da chi sta cavalcando l’onda della disinformazione e utilizza temi di rilevanza sociale facendo demagogia spicciola». Interviene così il consigliere Alessandro Pompei, presidente della Commissione Pubblica Istruzione, in merito al dibattito relativo alle nuove tariffe del servizio mensa di Montesilvano.

«Le tariffe – specifica Pompei – vengono applicate a seconda del reddito Isee dichiarato da ogni famiglia. Per coloro che hanno un reddito inferiore ai 10.000 euro, la tariffa resta pressoché invariata rispetto allo scorso anno. Le variazioni più significative riguardano quelle famiglie che hanno un reddito superiore ai 20.000 euro, ossia per quelle situazioni con una maggiore disponibilità, che pagheranno il servizio 4.90 € a pasto. Tra la prima e l’ultima fascia esistono ben altre tre tariffe, perfettamente commisurate alle situazioni finanziarie dei differenti nuclei familiari. La delibera di Giunta è stata strutturata sulla base del principio di equità».

Il consigliere raffronta le tariffe di Montesilvano con quelle dei comuni limitrofi. «A Spoltore ad esempio vengono distinte 6 fasce che vanno da un minimo di 2,50 € a pasto, come Montesilvano, ad un massimo di 5 euro. A Francavilla al mare, le tariffe sono differenziate secondo gli stessi parametri di Montesilvano, partendo da 2,20 € per i redditi inferiori a 5.000 €, passando per 2,90 per quelli sotto i 10.000 e arrivando a 4.80 per i redditi superiori a 20.000 €. Se prendiamo ad esempio il vicino Comune di Pescara, le tariffe per la refezione scolastica sono solo due. La prima per i redditi al di sotto dei 10.600 euro circa, la seconda di oltre 4 euro a pasto per le famiglie con reddito superiore ai 10.600 euro, per un costo a carico del Comune di 5,77 €. A Montesilvano – spiega ancora Pompei – i nuclei familiari con redditi compresi tra 10.001 e 13.000 € pagheranno 3 euro, mentre quelle tra i 13.001 e € 16.000 € 3,60 a pasto. Il costo del servizio a carico del Comune di Montesilvano ammonta a 6,22 €, ciò significa che esso non viene coperto integralmente dalla tariffa. La differenziazione delle tariffe riduce così la quota che viene pagata da tutti i cittadini, ossia anche da coloro che non usufruiscono del servizio. Con la differenziazione esso viene invece effettivamente commisurato sulla base delle possibilità delle famiglie. Ricordiamo infine - conclude Pompei - che il servizio offerto è di alta qualità, con alimenti biologici e di origine controllata. I menù prevedono sempre un primo, un secondo, contorno, pane e frutta e sono stati calibrati secondo 4 fasce di età: micro-nido, nido, scuola dell'infanzia e scuola primaria. Nei mesi scorsi è stata, inoltre, creata un’apposita commissione mensa che avrà proprio il compito di controllare e verificare il livello dei pasti serviti».