Giustizia riparativa, l’ex detenuto Di Rocco campione italiano di pugilato

Nicola Di Rocco ha vinto il Campionato Nazionale di pugilato categoria Pesi Mediomassimi. L’atleta, classe 1989, nato a Pescara e cresciuto a Montesilvano ha battuto il suo avversario mettendolo ko nel primo match, durante la 93° Edizione dei Campionati Italiani Assoluti Elite Maschili di Pugilato, che si è svolta ieri a Roseto degli Abruzzi.
Il giovane sportivo, ex detenuto, grazie al progetto di giustizia riparativa per l’inserimento lavorativo dei detenuti e il recupero del patrimonio ambientale locale”, frutto di una convenzione tra il Comune di Montesilvano e il Carcere di Pescara, ha eseguito alcuni lavori di manutenzione a Montesilvano Colle. Di Rocco è stato affiancato nel suo percorso dal consigliere comunale Danilo Palumbo, in qualità anche di agente di Polizia Penitenziaria. Nel frattempo ha ripreso gli allenamenti presso la Pugilistica Di Giacomo, preparandosi per le competizioni.


Pugile dall’età di 13 anni, con una pausa di alcuni anni a causa di un infortunio, ha ripreso a combattere, vincendo numerosi incontri, conquistando 3 argenti e ieri il suo primo oro. «Dopo tanti sacrifici ero sicuro che avrei ottenuto ottimi risultati – ha commentato Di Rocco -. Mi sono allenato tantissimo quindi sapevo che potevo arrivare alla vittoria. È stata una bellissima sensazione».
«E’ stato un bel percorso – ha commentato il consigliere Palumbo – quello fatto insieme a Nicola. Si è impegnato molto sia durante l’attività che ha svolto per il Comune di Montesilvano e poi nella sua carriera sportiva. Questa vittoria è la giusta ricompensa». Il progetto di Giustizia Riparativa ha impegnato Di Rocco in una serie di lavori di pulizia e piccola manutenzione. «Questo progetto è stato un prezioso strumento - ha concluso Palumbo - per agevolare il reintegro del detenuto nel mondo del lavoro e al tempo stesso per sistemare alcune piccole cose nel quartiere. Contiamo di attivare nuovamente il progetto per favorire così il percorso di reinserimento di altri detenuti».