Politiche Sociali, Maragno: “Con il Pronto intervento sociale, supporto a circa 180 famiglie in tutto il 2017”

«Il primo dovere di un’Amministrazione è quello di dare un segnale di vicinanza alle persone che per i motivi più vari vivono condizioni di disagio. Grazie al Pronto Intervento Sociale, forniamo assistenza proprio a queste persone, supportandole nelle loro esigenze primarie. Nel corso del 2017, da gennaio a novembre con il Pis abbiamo assistito 178 persone, erogando quasi 73.000 euro di contributi». Lo dichiara il sindaco Francesco Maragno, tracciando un bilancio delle azioni messe in atto dal Pronto Intervento Sociale in tutto il 2017.


Delle 178 persone, 130 sono di nazionalità italiana e 48 gli stranieri. 90 sono gli uomini e 88 le donne che si sono rivolte al Pis. Nello specifico, il 30,57% è stato destinato alle spese relative al trasporto di persone con disabilità. Un’altra delle principali voci riguarda il pagamento delle utenze per conto di quelle famiglie in difficoltà, per un ammontare di quasi 12.500 euro, pari al 17,10%. Circa 12.200 euro, ossia il 16,77% sono le spese relative ad alloggi provvisori; ammonta al 15,66%, ovvero circa 11.400 euro, il fondo speso per l’anticipo di fitti in caso di sfratto; il 4,97% è stato destinato all’acquisto dei libri di testo per i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado; il 3,84% è stato utilizzato per dare sostegno nel pagamento di funerali; il 2,35% per il servizio di refezione scolastica; infine l’8,76% è stato destinato alla gestione di situazioni particolari.
«È superfluo dire - aggiunge il sindaco - che il sostegno alla povertà per il tramite del Pronto Intervento Sociale (PIS) sia la panacea per la povertà. Gli aiuti purtroppo sono sempre insufficienti e, ancor più preoccupante, è che essi vengano elargiti anche a molte famiglie italiane cadute nella morsa della crisi economica. Mi rendo conto che le persone che vengono assistite dal Pis, al di là dell’aiuto economico, hanno bisogno anche di recuperare la fiducia in se stessi. Vogliamo potenziare sempre di più la capacità del Pis di fare rete con il Terzo Settore e il mondo del lavoro, al fine di definire una politica di reinserimento nel mondo civile di persone che le vicende della vita hanno momentaneamente emarginato».