SPRAR (Sistema di protezione rifugiati e richiedenti asilo), due migranti al lavoro gratuitamente per la collettività

«I rifugiati politici e i richiedenti asilo accolti a Montesilvano all’interno della rete SPRAR sono impegnati in lavori socialmente utili in favore della collettività, a dimostrazione che questa tipologia di accoglienza si differenzia nettamente dai CAS, i centri di accoglienza straordinaria che fino a poche settimane fa erano aperti negli hotel Ariminum ed Excelsior».

Lo dichiara l’assessore al verde pubblico Ernesto De Vincentiis. A partire da questa settimana i primi due ragazzi, Steven, 28enne della Nigeria e Fode, 25 anni del Senegal, che sono stati ammessi nella progettualità SPRAR di Montesilvano, hanno iniziato a lavorare, gratuitamente, al fianco degli operai del Comune nella manutenzione del verde. I due ragazzi, che questa mattina erano al lavoro nel parco Papa Giovanni Paolo II, sono solo i primi ad essere entrati in azione. Tutti i profughi della rete SPRAR, infatti, secondo la progettualità gestita da Azienda Speciale, in collaborazione con l’Ati Arci Pescara, Polis, Caritas diocesana e Cooperativa Sociale Ausiliatrice saranno costantemente impegnati in attività professionali e formative. Un primo gruppo di migranti ha completato il corso sulla sicurezza, così da essere già formato e pronto per essere impegnato in lavori socialmente utili di vario genere. «Con la chiusura definitiva dei due CAS, i centri di accoglienza straordinaria che tra gli hotel Ariminum ed Excelsior hanno ospitato fino a 500 persone - specifica De Vincentiis - si è aperto un nuovo capitolo per la città di Montesilvano, nel quale i migranti divengono una risorsa per la collettività. La scelta di questa tipologia di accoglienza ci ha permesso di ridurre significativamente il numero dei profughi fino ad un massimo di 161 persone accolti in diverse strutture diffuse su tutto il territorio, mentre in quei Comuni che proseguono nel percorso dei CAS tali numeri sono costantemente in aumento». Attualmente sono presenti nelle strutture SPRAR, circa 60 persone tra uomini, donne, bambini anche in nuclei famigliari. «Il piano nazionale d’integrazione dei titolari di protezione internazionale elaborato dal Ministero dell’Interno – spiega De Vincentiis - prevede una serie di valori irrinunciabili, tra cui sviluppare il senso di appartenenza e di stabilità ed incentivare lo scambio e la conoscenza reciproca con i cittadini italiani. A tal proposito è importante promuovere la partecipazione alle attività di volontariato sul territorio e potenziare i percorsi di socializzazione riservati ai minori. Il progetto SPRAR presentato dal Comune di Montesilvano è stato valutato uno dei migliori su scala nazionale dal Ministero dell’Interno – ricorda l’assessore De Vincentiis -, proprio per l’ampia e dettagliata articolazione delle attività legate all’accoglienza ed orientate alla massima integrazione dei rifugiati e richiedenti asilo nel tessuto sociale cittadino».