PixelPancho a Montesilvano per portare la sua street art a via Rimini

Il periodico Rolling Stone lo ha definito "l'artista torinese venerato come una rockstar nel mondo della street art". La Stampa lo ha collocato tra gli "street artists italiani più conosciuti e apprezzati al mondo" oggi come nel 2014. Culturalweekly ne ha parlato come "il più importante street artist italiano". Lui è PixelPancho e sta portando la sua arte a Montesilvano. Due grandi pareti delle case popolari di via Rimini, preparate ad hoc, saranno la tela dell'ultima opera di questo grande writer, il cui lavoro si trova sui muri degli edifici abbandonati di diverse città in Europa, Stati Uniti, Sud America, Nord Africa e Oceania.

«E' veramente un grandissimo onore per Montesilvano essere riusciti a portare uno street artist di questo livello - afferma il consigliere Alessandro Pompei, presidente della commissione cultura -. Abbiamo scelto PixelPancho per la potenza delle sue opere dal marchio inconfondibile e che siamo sicuri potranno riqualificare una delle zone più difficili del territorio di Montesilvano. È un progetto che va avanti da diversi anni ormai, da quando a Febbraio 2016 come primo comune in Abruzzo ci siamo dotati di un regolamento sulla Street Art. Diversi interventi sono già stati realizzati da allora ma volevamo mettere la ciliegina sulla torta con un artista di fama internazionale. Abbiamo fatto una ricerca accurata, contattando anche Millo, nato artisticamente in Abruzzo, ben prima del suo intervento a Pescara. Alla fine abbiamo però deciso di puntare ancora più in alto con Pixel, così da accendere riflettori più potenti sul quartiere di via Rimini, che merita un grande progetto di riqualificazione. E' così che la nostra scelta è ricaduta su PixelPancho».

«L'Abruzzo è una regione che amo da sempre – afferma PixelPancho - e quando è arrivata la proposta dal Comune di Montesilvano ho deciso praticamente all'istante che per quest'anno il mio muro italiano sarebbe stato questo. Il progetto mi è piaciuto perché credo nella necessità di riqualificazione delle periferie, delle città e della nostra cultura in generale. Attraverso la metafora dei robot e delle piante, che sono gli elementi principali per la riqualificazione dell'ecosistema del nostro stesso pianeta, cerco di sollecitare una riflessione sugli usi e i costumi di noi esseri umani».

Il progetto è stato voluto dal Comune di Montesilvano e verrà realizzato con il supporto logistico dell'associazione Enfants Terribiles. «Abbiamo cominciato un progetto di riqualificazione e valorizzazione del quartiere di via Rimini - dichiara Gianluca Castellano, presidente dell'associazione – con il festival di arti di strada "La Notte del Birillo", nelle scorse festività natalizie con lo scopo di riportare alla luce gli angoli più sconosciuti della città, ripartendo dalla strada e dalle periferie. Oggi questo progetto culmina con questo intervento di street art. L'auspicio è che l'opera di PixelPancho diventi uno strumento di attrazione per tutte quelle persone che non sono mai state in via Rimini e per scoprirne i tanti aspetti che caratterizzano questo quartiere».

Nato a Torino nel 1984, PixelPancho è stato iniziato alle forme e ai colori dal nonno, pittore occasionale. La sua passione per l'arte e il design lo porta a studiare all'Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino e in seguito alla Real Academia de Bellas Artes a Valencia in Spagna. In questo periodo si avvicina alla scena della street art e dei graffiti. Influenzato da questo mondo inizia a utilizzare bombolette spray e marker e a lavorare su superfici esterne anziché utilizzare metodi più classici di pittura su carta o tela. In seguito, muovendosi tra Torino e Valencia, PixelPancho si fa notare sulle strade usando differenti mezzi come piastrelle, murales, stickers e poster art.

Con le sue opere PixelPancho racconta di un mondo popolato da robot ammaccati, decadenti e rotti a terra. Questo mondo è un filo costante che oscilla tra riferimenti storici e contemporanei, dando un senso al "qui e ora". Attualmente PixelPancho lavora soprattutto nei suoi due studi di Torino e Brooklyn a NY, negli ultimi due anni ha allestito mostre personali in prestigiose gallerie a Parigi (Le Fauvre), Londra (Stolen Space), Roma (Varsi) e NY (Hoerle-Guggenheim), ha dipinto per importanti festival in mezzo mondo (Miami ArtBasel, Berlin Uman Nation, Christal Ship Festival in Olanda, Rabat Jidar Festival, etc) e ha realizzato progetti che lo hanno portato dalla Repubblica Dominicana agli Usa o dall'Austria alla Norvegia.

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